RINNOVABILI: Previsioni, Incentivi e Analisi di Settore 2022

15 Gennaio 2022

RINNOVABILI: Previsioni, Incentivi e Analisi di Settore 2022

In questo articolo cerchiamo di fare il punto di quello che, almeno sulla carta, dovrebbe essere uno dei migliori “anni fotovoltaici” di sempre.

Partiamo però da analizzare lo scenario appena concluso nell’anno 2020.

Settore Residenziale, le installazioni d’impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo sono aumentate grazie al bonus 110%. Anche quest’anno seguirà sicuramente il trend positivo.

Settore Commerciale & Industria positivo ma non quanto ci si aspettava. Il prezzo dell’energia, analizzato in seguito, sicuramente favorirà un incremento del settore.

Settore Utility Scale, anno negativo. Purtroppo il problema di fondo è lato autorizzativo.

La cartina torna sole di questi ultimi due settori sono le pubblicazioni delle graduatorie dei bandi FER 1 per l’incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili non fanno che decretare, l’una dopo l’altra, il fallimento delle procedure di assegnazione degli incentivi.

Analisi Prezzo Energia

Analizzando i trend del PUN possiamo vedere come siamo passati da circa 50€/MWh → 300 €/MWh

 

Secondo la Confederazione, nel 2020 ogni famiglia spendeva in media 1.320 euro per l’energia elettrica e il gas, mentre nel 2021 la spesa è salita a 1.523 euro. Per il 2022 si ipotizza un peso ancora superiore per le tasche degli italiani, con una spesa media di quasi 1.950 euro. Si tratta di più di 420 euro di differenza rispetto a quest’anno, con un +6,1% sulla spesa totale annuale delle famiglie.

Fronte Industria i settori più “colpiti” saranno, almeno in linea teorica, quelli che registrano i consumi di energia elettrica più importanti. Stando ai dei consumi elettrici del 2019 a subire maggiormente i rincari saranno: metallurgia (acciaierie, fonderie, ferriere, etc.); commercio (negozi, botteghe, centri commerciali, etc.); altri servizi (cinema, teatri, discoteche, lavanderie, parrucchieri, estetiste, etc.); alimentari (pastifici, prosciuttifici, panifici, molini, etc.); alberghi, bar e ristoranti; trasporto e logistica; chimica.

Come analizzato in un altro articolo (CLICCA QUI), l’unico modo per combattere questi rincari e investire nell’autoproduzione realizzandosi il proprio impianto fotovoltaico.

Analisi del sistema incentivante

Su un contingente offerta prefissato dal decreto FER, i bandi si sono chiusi con una domanda via via sempre inferiore lasciando tanta capacità non assegnata confermando il flop di questo sistema.

A deludere sono principalmente le aste per i grandi impianti e gli impianti a registro amianto. un trend addirittura decrescente.

Analisi del contesto normativo

Sicuramente, il ritmo d’installazioni in Italia deve crescere notevolmente se vogliamo raggiungere gli obiettivi del PNIEC per il 2030 sull’efficienza energetica e comunicati dal nostro ministero dello sviluppo economico alla commissione europea.

Nel corso degli ultimi mesi qualche passo, almeno sulla carta, è stato fatto.

Il 15 dicembre 2021 è entrato in vigore il Decreto Legislativo che recepisce in modo definitivo le due direttive RED II (2018/2001) e IEM (2019/944). Con questo passaggio, l’Italia si accinge finalmente a concludere il percorso di adeguamento della normativa in materia di risorse energetiche rinnovabili e di comunità energetiche.

Siamo in attesa dei decreti attuativi ma almeno sulla carta sono previste tutta una serie di meccanismi che aiuteranno il prolifera di nuove installazioni.

Lato autorizzazioni invece, il tasto è dolente. E’ come se questa #TransizioneEnergetica “non s’ha da fare”.

Con il Decreto Semplificazioni Decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 (in G.U. n. 129 del 31 maggio 2021 in vigore dal 1° giugno 2021; convertito dalla legge 29 luglio 2021, n. 108, in G.U. n. 181 del 30 luglio 2021, in vigore dal 31 luglio 2021) recante “Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, il governo ha revisionato il quadro normativo nazionale andando a definire e semplificare le procedure per facilitare la realizzazione dei traguardi e degli obiettivi stabiliti dai vari PNIEC PNRR etc etc.. nonostante ciò sono passati ormai ben 6 mesi ma i vari progetti rinnovabili (solare fotovoltaico ed eolico) sono ancora fermi. Anzi continuano a proliferare le moratorie regionali (ultima la regione Umbria) che bloccano di fatto il comparto.

Ma perché si verifica questo ritardo?

Il dato che emerge è quello di una burocrazia troppo pesante, che finisce per ostacolare ciò che gli incentivi promuovono. Il paradosso è proprio che, seppure gli investimenti in energia rinnovabile siano in crescita, la maggior parte dei progetti non si trasforma in realtà per colpa di autorizzazioni che tardano e leggi vecchissime

Qualcuno lo ha definito Labirinto Burocratico, si tratta di un problema ormai conclamato per gli operatori del settore: i processi autorizzativi previsti per le fonti rinnovabili ne pregiudicano fortemente i possibili sviluppi, anche quelli già programmati con il decreto FER 1.

Ricordiamo che in Italia si sovrappongono norme e procedura su tutti i livelli. dalle normative nazionali si passa a quelle regionali per giungere a quelle provinciali e comunali: questi percorsi burocratici disomogenei e molto articolati e spesso soggettivi.

Tutto questo si tramuta in costi maggiori per la realizzazione degli investimenti, che ricordiamo specialmente nell’ambito dei medio-grandi impianti, sono di natura privata e non beneficiano d’incentivi ma le centrali venderanno l’energia sul mercato

A questo è necessario aggiungere l’opposizione aprioristica in nome della tutela dell’ambiente e del paesaggio, che proprio le fonti rinnovabili sono chiamate a tutelare. Ricordiamo, per dover di cronaca, che ad oggi il territorio agricolo occupato, senza cementificare, è pari allo 0,03% e nel caso peggiore in cui tutti i 32GW da realizzare al 2030 secondo il PNIEC si realizzasse a terra occuperebbe circa lo 0,3% di aree con progetti nella maggior parte dei casi in assetto AGROFOTOVOLTAICO.

Su questo tema dedicheremo un articolo di approfondimento

E fronte Revamping?

Anche qui è importante apportare modifiche per migliorare e mantenere sempre efficienti gli impianti è complicato. Invece che incentivare il rinnovo degli impianti il comparto regolatorio li ostacola.

Di conseguenza, le prime windfarm, collocate nei luoghi più ventosi, sono rimaste ferme a una tecnologia di 15-20 anni fa, mentre le nuove tecnologie, in grado di produrre quattro volte più corrente elettrica, vengono installate nei luoghi rimasti liberi, dove cioè, non può essere sfruttato appieno il loro potenziale. Parallelamente nell’ambito fotovoltaico, sostituire i moduli con dispositivi più efficienti e quindi mantenere lo stesso impatto visivo nella maggior parte dei casi non è possibile.

E’ a causa di meccanismi come questo che la stessa burocrazia che vuole incoraggiare lo sviluppo distribuendo incentivi finisce poi per impantanare i progetti, ostacolare l’innovazione, e affossare i tentativi, che pure ci sono, di investire nel settore dell’energia pulita.

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