PNIEC: Cos’è e quali saranno le sue conseguenze

1 Giugno 2020

PNIEC: Piano Energia e Clima

Andare a trattare un argomento come quello del PNIEC, dunque il Piano nazionale per l’energia ed il clima, significa andare ad analizzare un documento che permetterà di presentare le iniziative realizzate allo scopo di rispettare i gli obiettivi prefissati per il 2030 dall’Unione Europea.

Tali obiettivi sono la riduzione del 40% delle emissioni inquinanti rispetto al 1990, raggiungendo invece una quota pari al 30% di consumi energetici generati da energie rinnovabili.

Questi traguardi fanno parte di un accordo stipulato tra 27 stati membri dell’UE, tra i quali si può riconoscere l’Italia.

Entrando nel dettaglio, i campi che vengono presi maggiormente in considerazione per il conseguimento e la realizzazione di energie rinnovabili sono l’elettrico, il termico e trasporti.

Il territorio italiano è riuscito già nel 2014 a raggiungere l’obiettivo sull’energia rinnovabile su territorio nazionale. Grazie ai vari sistemi incentivanti, l’incremento delle fonti rinnovabili è salito a partire dal biennio 2011-2012, permettendo così di raggiungere tale risultato.

Allo stesso tempo si riescono a contrarre delle difficoltà per quanto riguarda la stessa produzione energetica sostenibile.

Quali sono le tecnologie “green” che possono aiutarci a raggiungere gli obiettivi?

Secondo dati recenti, per riuscire a mantenere tali risultati bisogna confidare prevalentemente sull’energia eolica e fotovoltaica, tutto ciò rende necessario il poter beneficiare di luoghi che possono effettivamente essere adatti a questi determinati scopi. Per fare ciò bisogna coinvolgere il territorio stesso, riuscendo ad ottenere una buona distribuzione sul suolo di ogni singola regione.

Non è assolutamente una pratica impossibile, ma certo necessita di un censimento territoriale e di sottostare ai vari passaggi burocratici

Tutto ciò sta semplicemente a significare come, nonostante i progressi fatti e le soddisfazioni ottenute dallo Stato, l’Italia sia ancora distante dal raggiungimento del traguardo finale. Infatti, ancora non si sono ottenuti dei reali miglioramenti a livello di obiettivi statici, sempre però ricordando i miglioramenti sotto il punto di vista del riscaldamento climatico.

È proprio una nota testata giornalistica che pone a confronto due possibili scenari futuri, dove possiamo sia vedere cosa accadrebbe se le politiche nazionali proseguissero sulla strada già tracciata, mentre in un secondo caso vedremmo l’effettiva utopia di un Paese che riesce a seguire diligentemente le direttive decise con il trattato di Parigi

Rispettare le proposte descritte nel PNIEC porterebbe non solo ad una semplificazione nella documentazione e nell’attuazione dei processi per ottenere energia rinnovabile, ma anche incentivi che permetteranno alle aziende ed ai privati stessi di creare delle fonti sostenibili, giusto per citarne uno, sarà possibile ottenere una semplificazione fiscale per la microgenerazione.

In aggiunta, verrò assolutamente garantita l’operatività del Conto Termico per i settori che comprendono il residenziale, industriale ed agricolo-alimentare. Per terminare, la documentazione dei Certificati Bianchi sarà oggetto di produzione e conservazione obbligatoria

Le problematiche che possono essere riscontrate non devono comunque precludere all’Italia di mantenere un piano ben strutturato che comporterà una base di rialzo per il Paese stesso, soprattutto in un periodo di crisi come quello che si sta vivendo durante la pandemia mondiale del co-vid19. Si rende così sempre più chiaro come tutto ciò non vada a giovare unicamente al clima ed ai problemi ad esso collegati.

I fronti sono prevalentemente due:

Impianti di Tipo Utility Scale

Per il primo punto è importante che il governo intervenga al fine di imporre alle regioni maggiore chiarezza in merito al sistema autorizzativo di questa tipologia d’impianti. È importante delineare le competenze e definire un quadro chiaro semplificandolo.

La nuova procedura P.A.U.R.. introdotta con l’Articolo 27 bis del D. Lgs 152/2006 che istituisce un procedimento amministrativo unico accorpando Valutazione d’Impatto Ambientale e Autorizzazione unica ai sensi del Dlg. n. 387/2003 è un arma potenzialmente vincente. È importante però che ciò venga reso operativo e che vengano date più risorse agli uffici tecnici per poter gestire la mole di lavoro incombente.

La cosa finalmente presente è la perentorietà della tempistica. Ciò nonostante per autorizzare un impianto di questo genere oggi c’è la necessità di almeno 1-2 anni.

E’ impensabile credere che impianti che occupano suolo agricolo possa essere la soluzione. Noi crediamo molto nell’agri-fotovoltaico, il connubio fra produzione energetica da fonti rinnovabili e un progetto di produzione agricola che possa valorizzare aree marginali e poco utilizzate sfruttandone le risorse è incrementando la ricaduta locale in termine di occupazione.

Impianti Domestico/Residenziale – Industriale

Già prima del COVID vivevamo un forte periodo di ripresa del settore. Oggi si paventano nuovi strumenti finanziari che possano essere utilizzati per incrementare ancor di più la convenienza economica come per esempio il 110% di credito d’imposta. Dedicheremo un articolo in merito.

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