Decreto FER1: SITUAZIONE DI STALLO

18 Gennaio 2019

PURTROPPO ANCORA NULLA DI NUOVO ALL'oRIZZONTE

Dopo ormai quasi un anno, dove tutti abbiamo atteso che le varie bozze susseguite diventassero decreto, siamo ancora in una situazione di stallo più completo.

Le ultime settimane di dicembre sarebbero dovuto essere quelle cruciali, mancavano gli ultimi due passaggi Conferenza Stato Regioni e Comunità Europea ma qualcosa è andato non è andato secondo i piani.

 Il testo arrivato in conferenza apportava un ulteriore modifica che prevedeva di spostare la geotermia tradizionale dal decreto FER1 al decreto FER2.

Ricordiamo che quest’ultimo sarà dedicato alle rinnovabili non mature, innovative o suscettibili di innovazione, ovvero significativamente costose.

Tale modifica ha fatto insorgere il comparto della geotermia e i rappresentanti delle regioni Toscana ed Emilia Romagna molto interessati all’argomento. La conferenza del 20 dicembre si è conclusa con un parere NEGATIVO nei confronti del FER1 creando un nodo non indifferente che si aggiunge al nodo sulla questione idroelettrico.

PERCHE’ UN PARERE NEGATIVO?

Tutte le osservazioni sono ragionevolmente corrette perché di fatto il Decreto FER1, così come impostato, ha diverse falle sotto diversi aspetti ma se reso operativo in tempi brevi avrebbe garantito una se pur fioca ripartenza al comparto rinnovabili.

Pensiamo a tutti gli impianti mini eolici che per motivi burocratici non sono riusciti a connettere l’impianto entro il 31/12/2017. Sono trascorsi circa 13 mesi in cui gli operatori sicuramente hanno dovuto pagare rate e anticipare denaro a fronte di nulla.

Di fatto il governo non ha comunicato di aver negato gli incentivi alla geotermia, ma alla luce della nuova direttiva della Commissione Europa, ha ritenuto opportuno destinare al FER 2 la regolamentazione del sistema incentivante.

Ricordiamo che quest’ultima direttiva sensibilizza gli stati membri a far attenzione sulla tipologia di geotermia da incentivare. A secondo delle caratteristiche geologiche dell’area oggetto ad intervento, la produzione di energia può produrre gas a effetto serra e altri fenomeni potenzialmente nocivi per la salute e l’ambiente. Di fatto questo era la motivazione che avrebbe mosso il legislatore a studiare un sistema per regolamentare un sistema incentivante che potesse premiare solo la geotermia a basso impatto ambientale.

PERCHE’ IL FER2 DESTA COSI’ TANTE PREOCCUPAZIONI?

La preoccupazione degli operatori, e anche la nostra, è appunto quella che il FER2 tardi ad essere pubblicato.

Questa problematica è comune anche per tutto il comparto agro-energia.

Eccezion fatta per alcune novità introdotte per alcune tipologie d’impianti da Biogas, si rimane ormai da mesi in attesa almeno di una bozza del decreto FER2.
(PER SAPERNE DI PIU’ CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO DEDICATO ALLE NOVITA’ SUL BIOGAS)

Dal MISE sempre la solita risposta, attualmente il testo è allo studio, convocheremo a breve gli operatori di settore e il suddetto è di prossima pubblicazione. Rassicurazioni che purtroppo non bastano alla luce dell’angusto percorso del fratello FER1.

INVITO ALL’IMPEGNO

Il Sottosegretario Crippa ha ricordato che abbiamo degli obiettivi da raggiungere al 2030 invitando all’impegno comune da parte dei “gestori territoriali”. Impegno che purtroppo ad oggi è completamente assente. Basti pensare ai diversi regolamenti e limitazioni regionali in ambito FER.

Di fatto il decreto FER1 che prevede 250 milioni di euro all’anno potenziali per 20 anni d’incentivo è un passo avanti, ma non basta.

Come affermato in diverse sedi e con diverse associazioni è fondamentale che il governo oltre ad attivare un sistema incentivante lavori duramente per unificare e snellire le procedure autorizzative per impianti FER sia per quel che riguarda il nuovo sia sui revamping.

Solo così si riuscirà a lavorare bene sotto tutti gli aspetti con l’obiettivo comune di raggiungere gli obiettivi prefissati.

 

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