Incentivi : Analisi Bozza Revisione 02

E’ un obbligo fare una premessa doverosaobbligatoria: ciò che ci accingiamo a commentare è puramente la “bozza” e non il testo definitivo del nuovo decreto FER1.

Abbiamo ricevuto copia della bozza numero due in circolazione in questi giorni. 

Da un analisi del testo purtroppo con molto dispiacere possiamo affermare fino a questo momento di esser rimasti molto delusi dal testo.

Forse, con le diverse affermazioni dei Di Maio & Co. In queste ultime settimane, avevamo grosse aspettative su un cambiamento radicale del documento diffuso i primi di marzo redatto dall’allora ministro Calenda. Tutto ciò per il momento non è avvenuto.

Rapidamente, il decreto FER1 prevede l’introduzione di “meccanismi di incentivazione” per la realizzazione d’impianti Fotovoltaici, eolici, idroelettrici, geotermici e per gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione.

Il regolamento non prevede l’accesso diretto alla tariffa incentivante, ma è soggetto ad un meccanismo registri ed aste in funzione della potenza.

Come funzionano le aste?

Le aste sicuramente non sono per comuni mortali ma, considerando le regole, è destinato soltanto a grossi gruppi e fondi d’investimento con solida finanza. Sono previsti infatti dichiarazione da parte d’istituto di credito che garantiscono una consolidata capitalizzazione oltre ad un rating elevato.

Il solo plafond destinato a Fotovoltaico ed Eolico (4.800 MW)

Oltre ad avere una base molto bassa pari a 70€/MWh la procedura prevede un ribasso pari al massimo ad un aliquota del 30%. Dunque il meccanismo è in contrasto con l’attuale prezzo dell’energia che ricordiamo nel corso degli anni scorsi tendenzialmente è sempre aumentato mentre con la FER1 è fissa per 20 anni.

Ulteriore nota sono i due contrasti rispetto alla normativa Europa recepita con la Legge 167/2017 ovvero, la possibilità di prorogare per impianti eolici il regime dei registri fino a una potenza di 5 MW e la necessità di diversificare l’incentivo per fonte e scaglione di potenza.

Logicamente un parco da 50MW rispetto a una solo aerogeneratore da 1MW beneficia di economica di scala differenti.

Stesso discorso valido con da differenza di tecnologia e quindi un costo unitario di realizzazione €/MW del fotovoltaico (grazie anche all’eliminazione dei dazi cinesi) e del grande eolico nettamente diversi.

Ultima nota, non sarà possibile realizzare impianto fotovoltaici in aeree agricole. Sarà difficile trovare a un prezzo congruo aree dove sarà possibile realizzare quest’impianti perché come sappiamo bene un area industriale ha un costo almeno 5 volte maggiore rispetto ad un area industriale.

Forse gli unici che festeggeranno saranno in casa ENI infatti una compagnia del gruppo ha a disposizione migliaia di ettari di suolo contaminato in anni di petrolio e chimica. Fotovoltaico come specchietto per le allodole perché il decreto non prevede alcun obbligo di bonifica o di recupero delle aree.

Cosa prevedono i registri?

Il meccanismo dei registro fondamentalmente distruggerà il mini eolico. Con una tariffa base di 140€/MWh e una decurtazione del 10% nel caso in cui si utilizzi un aerogeneratore rigenerato sicuramente non garantirà rientri d’investimento e quindi business plan allentanti per chi vorrà investire nel settore.

Discreto per il fotovoltaico tradizionale anche se di fatto la potenza disponibile è solamente 650 MW in 3 anni.

L’unica nota positiva della bozza è l’introduzione di un registro dedicato alla rimozione amianto. Con un plafond dedicato di 700 MWp potrebbe rappresentare l’unico spiraglio di sole

Il primo registro si apre il 31 gennaio 2019 e durerà 30 giorni. Il GSE avrà tempo per pubblicare la graduatoria degli ammessi entro l’inizio di Giugno 2019

Personalmente alla luce di questo documento per quel che concerne gli impianti fotovoltaici bisognerebbe lasciar perdere e sfruttare tutti gli altri strumenti incentivanti.

Ricordiamo che per un utenza con autoconsumo facendo girare i business plan comparando il meccanismo di questo decreto e l’attuale scambio sul posto + Super Ammortamento + Credito d’Imposta 45% (per le aziende CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO DEDICATO) i tempi di rientro sono nettamente più rapidi.

Esiste poi lo strumento del Noleggio Operativo (CLICCA QUI PER APPROFONDIRE E VEDERE UN ESEMPIO CONCRETO)

Per i privati e impianti inferiore a 20 kWp non cambia nulla. Anche qui si utilizzeranno gli strumenti poc’anzi citati per le aziende e la detrazione fiscale per i privati.

A QUESTO LINK TUTTI GLI INCENTIVI 2018 PER IL FOTOVOLTAICO (CLICCA QUI)

Attendiamo i prossimi giorni per capire al meglio l’evoluzione della bozza. Ricordiamo che giorno 12 settembre è previsto il cambio al vertice del GSE mentre per giorno 14 il Ministero dello Sviluppo Economico organizzerà un evento dedicato

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Ing.Marco Balzano



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