Decreto : Forse ci siamo... tutte le novità

Forse finalmente ci siamo.

Dopo un’attesa di quasi due anni e un settore quasi paralizzato, dal MISE, arrivano sempre più informazioni e conferme che a settembre vedremo il tanto atteso decreto.

Già qualche giorno fa avevamo pubblica due articoli di approfondimento con le analisi delle opportunità che ci aspettando subito dopo le vacanze estive:

Rinnovabili: Analisi Parte 1 (Fotovoltaico Eolico) CLICCA QUI

Rinnovabili: Analisi Parte 2 (Biomasse Biogas Biometano Agroenergie) CLICCA QUI

L’ultima novità è di due giorni fa, nello specifico il presidente della Commissione Industria del Senato, Gianni Girotto, ha annunciato l’inserimento della premialità nel nuovo decreto FER in arrivo.

Questo annuncio è stato fatto in occasione della consegna al ministro dell’ambiente Sergio Costa di oltre 55mila firme raccolte con la petizione #BastaAmianto

Il documento chiedeva il ripristino dell’efficace strumento che ha porta nel corso degli scorsi anni alla bonifica di oltre 20 milioni di metri quadri di coperture in amianto e la contestuale sostituzione con impianto fotovoltaici per un complessivo di oltre 2.000 MW di potenza.

L’analisi di questi numeri sono la dimostrazione dell’efficacia sostanziale dello strumento incentivante. Infatti, la soppressione di questo strumenti ha portato di fatto all’arresto sostanziale delle bonifiche. A poco sono serviti i vari bandi INAIL che in modalità Click Day hanno portato a poco.

Nel ringraziare i cittadini che hanno firmato la petizione, il Ministro costa ha dichiarato che “sostituire tetti con pannelli fotovoltaici ha la doppia valenza di ridurre la contaminazione da amianto e sviluppare una coscienza e una sensibilità verso le energie rinnovabili”.

Oltre al vantaggio ambientale, avviare una nuova stagione di bonifiche ripristinando questo incentivo ridurrà anche i costi sanitari a carico della collettività e attiverà filiere economiche innovative e di qualità. Dall’edilizia all’industria fotovoltaica, passando per gli installatori di pannelli e addetti alla bonifica. Rilanciando questi settori nel segno della sostenibilità.

Ricordiamo che da dati INSTAT e legamebiente la stima delle morti a causa amianto sono circa 6mila all’anno con una presenza ancora di oltre 58 milioni di metri quadri  di materiale bandito ormai da oltre 25 anni.

Il decreto FER 2018-2020, attualmente in concertazione dovrebbe essere chiuso a settembre. Come ha dichiarato lo stesso Di Maio (Ministro al MISE) è necessario metter mani alla bozza redatta dai predecessori.

Al seguente articolo avevamo fatto un’analisi approfondita punto per punto della bozza ripubblicata qualche giorno fa da qualche sito di settore. CLICCA QUI

I punti discutibili sono svariati.

Con le associazioni ci siamo mossi per sottoporre all’attenzione del ministero delle proposte di variazione che, se attuate, consentirebbero di trasformare un decreto disincentivante in un decreto operativo con l’obiettivo di far ripartire il settore.

Analizzando il primo semestre di quest’anno, le nuove installazioni di fotovoltaico, eolico e idroelettrico raggiungono complessivamente circa 334 MW, segnando un calo del 39% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Con questi numeri difficilmente si raggiungeranno gli obiettivi del SEN e quelli imposti dall’unione europea.

Una nota di rilievo da registrare è il brusco arresto del mini eolico da 60 kW.

Particolarmente penalizzati a causa della mancanza di un regime incentivante, hanno rappresentato nel primo semestre 2018 soltanto lo 0,5% dell’installato.

Secondo una nostra analisi questi impianti rappresentano coloro i quali sono arrivati tardi e non sono riusciti, per svariate problematiche, a connettere l’impianto entro il 31/12/2017 data utile per poter beneficiare degli Incentivi DM 23/6/2016.

Proprio per questi impianti il Mise dovrebbe intervenire per dare loro una corsia preferenziale e garantire a chi ha investito, ma per cause non imputabili alla propria responsabilità si trova nella situazione descritta, una redditività similare senza la trafila dei registri.

Infine, ma non per ordine d’importanza, il bilancio per le bioenergie: molto negativo infatti nel 2018 sono stati connessi soltanto 14 impianti, per una potenza complessiva di 3,4 MW. Impianti che sicuramente appartengono a impianti inseriti a registri o alla fattispecie similare a quanto suddetto per l’eolico.

Tutto questo va contestualizzato con la diminuzione del contatore di spesa per le FER non fotovoltaiche.

Il costo indicativo medio si attesa a 4,934 miliardi di euro, diminuito rispetto al mese precedente (-62 € mln)

Ricordiamo che questo valore va confrontato con il tetto di 5,8 miliardi di euro, parametro di spesa indicato dal ministero e che comprende gli oneri d’incentivazione riguardanti gli impianti CIP6 (quota rinnovabile), l’incentivo sostitutivo dei Certificati Verdi e le Tariffe Onnicomprensive (DM 18/12/2008), gli impianti incentivati mediante il Conto Energia per il solare termodinamico e quelli in esercizio ai sensi del DM 6/7/2012 e del DM 23/6/2016 (FER non fotovoltaiche).

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