Rinnovabili: Parte 1 (Fotovoltaico - Eolico)

Come anticipato qualche settimana fa, dopo una serie di negoziati tra gli stati membri ed eurodeputati, a giugno è stato trovato un punto d’incontro circa la revisione della direttiva efficienza energetica.

L’accordo fissa come obiettivo principale quello di consumi di energia da fonti rinnovabili al 32% del totale entro il 2030 con delle tappe intermedie dove l’UE vigilerà.

Per completezza gli altri valori concordati sono la quota di fonti rinnovabili nei trasporti pari al 14%, l’eliminazione dell’utilizzo di olio di palma entro il 2030 e la riduzione delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030.

Alla luce di quanto sopra diversi stati europei hanno già iniziato o stanno continuando un processo costante al fine di raggiungere o perfino superare il target fissato.

L’esempio di virtuosismo è la Danimarca. Poco giorni fa il governo e il parlamento danese hanno approvato l’Energy Agreement che prevede di coprire il 55% della domanda di energia sui consumi finali (quindi elettrica e termica) con fonti rinnovabili.

In quell’area è risaputo che il grosso degli investimenti è rappresentato da grossi impianti eolici sia offshore che onshore su terra ferma. La politica prevista, oltre a realizzazione del nuovo, a un’intensa attività di repowering che prevede la sostituzione di almeno la metà del parco macchine esistente (circa 4.300) composto da diverse macchine datate con aerogeneratori più grandi e più performanti.

Se analizziamo il fotovoltaico invece, la nazione trainante è Germania con un installato pari a 1,75GWp a seguire la Francia con 887 MWp e i Paesi Bassi 853 MWp. Anche la Spagna mostra segnali con 135 MWp di nuovi impianti solari installati nel 2017, in aumento del 145% rispetto ai 55 MW installati nel 2016.

L’Italia ha raggiunto 409 MWp anche un peso notevole ha avuto l’impianto da 63MWp di Montalto di Castro (VT) realizzato nel 2017 a causa di vicissitudini autorizzative.

Purtroppo questi dati non sono incoraggianti in quanto, per poter raggiungere gli obiettivi fissati per il 2030, il ritmo di crescita annuale deve essere almeno quintuplicato. In questa analisi non è stato preso in considerazione il fatto che da fonte GSE/Terna è un dato di rilievo quello che il parco rinnovabile esistente sta assistendo a un decadimento di produzione e quindi oltre ad interventi di revamping sono necessarie nuove installazioni per bilanciare energeticamente compensando i valori.

Basti pensare a ciò che è avvenuto in Sicilia con l’articolo 17 delle “Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2018. Legge di stabilità regionale”, legge pubblicata lo scorso 21 maggio in G.U che vedeva introdurre dal nulla la sospensione delle autorizzazioni agli impianti eolici e fotovoltaici.

Legge impugnata dal Consiglio dei Ministri lo scorso 6 luglio. Sicuramente c’è la necessità di regole chiare e valide sul tutto il territorio nazionale equamente anche perché questa instabilità non favorisce gli investimenti anzi.

In questo 2018, grazie alla riduzione dei costi e a tutta una serie di sistemi d’incentivazione attivabili, stiamo assistendo a una forte ripresa della realizzazione degli impianti fotovoltaici in autoconsumo.

Oggi un investimento nel solare rappresenta, economicamente parlando, un ottimo investimento con tempi di rientro comparabili a quelli storici e famosi di qualche anno fa quando erano presenti i vari conti energia. Settore Domestico, Terziario e Industriale possono garantirsi l’autoproduzione elettrica con notevoli vantaggi economici.

Parallelamente è necessario sicuramente realizzare impianti per la mera vendita di energia.

Vincoli permettendo bisognerebbe puntare sia sulle aree agricole inutilizzate sia, per esempio, sulle aree industriali dismesse.

Secondo un’indagine ISTAT del 2011, in Italia sono presenti poco meno di 1.000.000 di ettari di superficie, da sfruttare: basterebbe coprirne il 4-5% (45.000 campi da calcio) per arrivare a produrre addirittura 15 GWp in più negli anni a venire.

Alla luce di questa argomentazione è necessario e urgente un intervento governativo che possa legiferare specialmente nell’ambito autorizzativo per semplificare le procedure.

Il nuovo esecutivo metta a disposizione di tutti gli operatori del comparto rinnovabili gli strumenti necessari al fine di raggiungere gli obiettivi UE che, oltre a portare benefici sull’ambiente, sicuramente consentirebbe di riattivare posti di lavoro e far ripartire l’economia.

 

Leggi anche la parte 2

Aggiornamento sulle agroenergie (Biomassa, Biometano, Biogas e Biocombustibili).

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Ing.Marco Balzano



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