Analisi Bozza 2018

Dopo mesi di attesa, qualche giorno fa dal Ministero dello Sviluppo Economico è stata diffusa la bozza relativa al nuovo decreto FER che regolamenterà il sistema incentivante per impianti FER nel periodo 2018-2020. 

Ricordiamo che la bozza per essere resa operativa dovrà ancora acquisire il concerto da parte del Ministero dell’Ambiente e acquisire i pareri della Conferenza Unificata Stato-Regioni e dell’ARERA. Il tutto dovrà poi essere notificato alla Commissione UE. La strada è ancora lunga però un passo in avanti è stato fatto.

 

Questo primo documento, FER1, riguarda le cosi dette tecnologie mature: fotovoltaico, eolico on-shore, idroelettrico, geotermia, gas derivati da processi depurativi o da discarica

 

Sono state rimandate a un decreto FER2, di cui ancora non si sa nulla, gli incentivi relativi a cogenerazione a biomasse, biogas, eolico off-shore, geotermia innovativa, solare termodinamico.

 

Nella giornata odierna, durante il convegno sul Rapporto dell’Attività 2017 organizzato dal GSE, la responsabile del Ministero dello Sviluppo economico ha confermato che anche quest’ultimo decreto andrà in concertazione entro pochi giorni. Ciò significa che a breve dovremmo avere in mano la bozza.

 

Cosa prevedono i meccanismi d’accesso agli incentivi?

Dalla bozza sono stati eliminati qualsiasi tipologie di accesso diretto agli incentivi.

 

Per tutti gli impianti delle tipologie descritte nel FER1, per poter ottenere gli incentivi, è necessario richiedere l’iscrizione e risultare idonei ai Registri oppure partecipare a delle Aste al ribasso. Quest’ultimo meccanismo è riservato a tutti gli impianti con potenza superiore a 1 MW.

Tutto ciò sicuramente penalizzerà le piccole iniziative. 

 

L’accesso diretto forniva una certezza sulla remunerazione dell’investimento, con questo decreto tutto ciò è venuto meno.

Il primo registro è previsto per fine anno (30 novembre 2018). Il bando rimarrà aperto per 30 gg e il GSE avrà 90 gg per pubblicare la graduatoria.  

Dunque tutto ciò si traduce con la paralisi quasi completa del settore per l’intero 2018 rimandando le prime installazione nel 2019.

 

Il decreto prevede infine 7 bandi con una potenza ben definita che consentirà di diluire per tutto il triennio la realizzazione degli impianti.

 

In merito ai bandi le note di rilievo sono sostanzialmente due: unico bando per fotovoltaico ed eolico e la sproporzionati tra registri e aste.

 

Sappiamo bene che oggi il mercato del fotovoltaico sta vivendo una grande ripresa grazie alla diminuzione dei costi di realizzazione. Essa rappresenta una tecnologia FER matura che sta riuscendo a riemergere, senza la necessità d’incentivi, sia nell’ambiente industriale che domestico lavorando in regime di scambio sul posto e massimizzando gli l’autoconsumo.

 

Si comprende la necessità magari d’introdurre un sistema che incentivi in modo neutrale tutte le FER, come dettato dalla Comunità Europea, ma si comprende meno il perché metterla in competizione con una tecnologia non matura quale l’eolico che per forza di cose soccomberà perché gioca una gara impari. 

Avere un unica classe, e quindi registri ed aste, che comprendono sia fotovoltaico che eolico giocherà molto a svantaggio di quest’ultima. 

 Negli ultimi 5 anni non sono state registrate variazioni di costi significative a causa sicuramente dell’incidenza dei costi fissi di installazione e tutte le opere civili e di sviluppo molto più oneroso rispetto al fotovoltaico.

 

La scelta di alzare da 60 kW a 100 kW la taglia di riferimento potrebbe giocare a vantaggio, ma tutto ciò non basta. Questa soglia economicamente ha una lieve incidenza perché il costo €/kW di aerogeneratore da 100 è inferiore ad uno da 60, ma non cambia nulla in riferimento agli iter autorizzativi e abilitativi (d.Lgs. 3 marzo 2011, n.28). 

 

Cosa succederà a tutte le autorizzazioni da 60 kW cantierabili?

L’unica possibilità è quella di trovare un aereogeneratore con medesima geometria e procedere avviando l’iter di variante. Per la connessione invece, con molta probabilità bisogna accantonare la TICA esistente e ricominciare l’iter, nella speranza che l’elettrodotto segua lo stesso percorso (autorizzato necessariamente con la PAS).

 

Secondo punto d’analisi dei meccanismi è la disparità fra registro ed asta.

Prendiamo ad esempio la quantità di potenza incentivatile nella classe 1 (fotovoltaico ed eolico)

La potenza complessiva per i registri è pari a 580 MW mentre quella per le aste è 4.800 MW. Per le aste dunque è stata messa a disposizione una potenza pari ad oltre 8 volte la potenza dei registri. 

Tutto ciò sarà a beneficio dei pochi gruppi che possono avere le capacità economiche finanziarie per partecipare alle aste, infatti, sono previsti tutta una serie di requisiti molto restringenti ed esosi.

Il meccanismo d’incentivo, come sottolineato all’art. 3 comma 8, è alternativo al ritiro dell’energia e al meccanismo di Scambio sul Posto

 

I soggetti che hanno usufruito degli incentivi in oggetto e per un motivo decidono, prima del termine del termine del periodo di diritto, di operare nel mercato libero (ad esempio a causa di un prezzo di vendita dell’energia più alto rispetto all’incentivo) dovranno restituire tutti gli incentivi erogati

A valle di questa prima analisi sicuramente ci rendiamo conto che ciò che stato fatto è un inizio, ma non è assolutamente sufficiente. Credo che il nuovo governo debba mantenere lo scheletro della bozza ma è doveroso lavorare in sinergia con gli operatori di settore per cambiare diversi parametri e rendere questo decreto un motore promotore per la realizzazione d’impianti e non un sistema disincentivante

 

Tutto ciò deve esser fatto sempre guardando agli obiettivi del SEN e della comunità europea sul raggiungimento degli traguardi prefissati.

 

Nonostante gli indiscutibili risultati già raggiunti ad oggi, il cammino verso gli obiettivi al 2030 indicati dalla nuova Strategia Energetica Nazione è tutt’altro che scontato, soprattutto per quanto riguarda il target di 55% di rinnovabili elettriche sui consumi finali lordi (FER-E/CFL).

 

 Nei prossimi giorni pubblicheremo un secondo articolo di approfondimento, continuando l’analisi della bozza, soffermandoci sulla parte relativa ai contratti PPA e ad altre piccole sfaccettature sui registri e le aste.

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Ing.Marco Balzano



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