Cos’è il Revamping degli Impianti Fotovoltaici? Conviene?

[vc_row][vc_column][rev_slider_vc alias=”Revamping”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/4″][ucaddon_uc_caption_hover_effects_4 image=”2951″ caption_title=”Revamping, Cos’è?” caption_subtitle=”www.ingbalzano.com” button_link=”http://www.ingbalzano.com”][contact_box title=”Contattaci” telephone=”+39 331.6794367″ email=”studiotecnico@ingbalzano.com”][vc_widget_sidebar sidebar_id=”sidebar-articoli”][/vc_column][vc_column width=”3/4″][vc_column_text]

Revamping fotovoltaico? Cos’è? Vale la pena solo nel grande impianto o anche per gli impianti domestici?


Sempre più spesso stiamo intervenendo tecnicamente su impianti fotovoltaici realizzati che beneficiando degli incentivi in conto energia. Spesso ci troviamo davanti a situazioni paradossali, impianti che rendono molto al disotto delle aspettative. Clienti che, non facendo una ben che minima manutenzione, rimangono ignari di tale situazione fino a quando non vedono diminuire drasticamente i corrispettivi accreditati dal GSE.

Ebbene si, con il nuovo sistema d’incentivazione forfettaria il GSE emette il conguaglio una volta all’anno quindi potenzialmente potresti accorgerti di un guasto o di un calo di performance dopo un anno…perdendo ingenti quantitativi di soldi.

Con circa 19 GW, siamo il secondo mercato europeo in quanto a potenza FV installata, di cui il 70% è entrata in esercizio oltre 5 anni fa, cioè tra 2010 al 2012.

In quel periodo numerosi clienti, badando solo al prezzo finale e affidandosi di aziende installatrici improvvisate, si ritrovano moduli e inverter con brand sconosciuti.

A questo aggiungiamo che la maggior parte dei prodotti sono fuori garanzia perché superati i 5 anni, molti operatori sono spariti, molti produttori sono falliti o semplicemente hanno abbandonato il mercato italiano, molte aziende installatrici non operano più nelle FER.

Tutto ciò costituisce un serio problema per il titolare di un impianto FV fermo o che non performa come dovrebbe.

[/vc_column_text][vc_column_text]Oggi esistono una serie di strumenti per migliorare la redditività di un impianto fotovoltaico. Potenzialmente si agire su 3 leve: allineare il proprio finanziamento alle condizioni di mercato, approfittare delle nuove regole di deduzione fiscale del costo di acquisizione di impianti fotovoltaici ed agire sulla parte tecnico-prestazionale attraverso interventi di revamping. Interessante, ma come?

  1. Allineare il proprio finanziamento alle condizioni di mercato

Uno dei fattori che maggiormente influisce sulla redditività di un impianto fotovoltaico è il piano di ammortamento del proprio mutuo o leasing. Attualmente proprietari di impianti si trovano con finanziamenti spesso non più competitivi rispetto alle attuali condizioni di mercato.

Le possibilità di ottimizzare le condizioni esistono, ma devono essere opportunamente valutate: da una rinegoziazione dei termini con la propria banca (p.e. estensione temporale del mutuo o riduzione del tasso di interesse); ad una surroga (per i piccoli soggetti); ad una rescissione anticipata del mutuo per stipulare un nuovo contratto di finanziamento (classico mutuo o – per gli impianti/portafogli più grandi – operazioni tipo project o mini-project) ovvero leasing (tramite il sale and lease-back) con un nuovo istituto di credito.

  1. Deduzione fiscale del costo di acquisizione di impianti fotovoltaici

Il Governo e l’ Agenzia delle Entrate ha emesso una serie di circolari e precisazioni in riferimento agli impianti fotovoltaici. Esistono tutto una serie di strumenti a cui si può beneficiare con l’acquisto dei nuovi dispositivi affetti da guasto. Parliamo di Detrazioni Fiscali e Super Ammortamento che permetto di agire dal punto di vista fiscale abbattendo i costi di Revamping.

Ricordiamo che il periodo d’incentivazione è valido per una finestra temporale pari a 20 anni dalla data di connessione, dunque per massimizzare i guadagni è fondamentale cercare di far produrre il più possibile il nostro sistema.

 

  1. Intervento tecnico-prestazionale

Il GSE ha pubblicato recentemente un documento tecnico dove illustra una serie d’interventi di manutenzione straordinaria. Queste operazioni, se fatte seguendo le regole e in modo opportuno, permettono di compiere interessanti lavori di revamping ed ottimizazioni sull’impianto al fine di aumentare le performance senza mettere a rischio le tariffe incentivanti.

Ricordiamo che il costo dei componenti è sceso drasticamente e la qualità dei prodotti è migliorata grazie ai miglioramenti introdotte nei processi di produzione dei prodotti.

Attualmente interventi di  revamping  e  upgrading possono avere tempi di ritorno di forte interesse (fino a 3-5 anni), anche grazie alla disciplina del super-ammortamento.

Analizzando l’impianto specifico, con i nostri 12 anni di esperienza nel settore, potremmo consigliarti quali possibili interventi possono fare al tuo case.

Quali sono gli interventi proposti?


A titolo d’esempio a nostro parere quelli più interessanti potrebbero essere:

Intervento Lato Potenza/Trasformazioni

La sostituzione o eliminazione di eventuale trasformatori/inverter con nuovi sistemi integrati ad alta efficienza. Questi componenti introducono fenomeni di dispersione energetica portando l’interno impianto a sottoperformare.

Con un intervento mirato in alcuni casi è possibile intervenire con rapidi tempi di rientro (mediamente 3-5 anni) recuperando produttività e installando prodotti nuovi garantiti per almeno altri 5 anni.

Intervento Sostituzione moduli

Sostituendo i moduli “problematici” (per es. hot spot, bave di lumaca, PID etc.) con nuovi moduli, con le medesime caratteristiche elettriche e maggiore efficienza. Ricordiamo che moduli affetti da problemi influenzeranno la producibilità dell’intera stringa e possono portare a surriscaldamenti localizzati a volte causa di incendi.

Intervento di Correzione Errori Progettuali

Se l’impianto è stato realizzato da non esperti nel settore è possibile assistere a diversi errori progettuali:

  • Layout elettrico non ottimizzato
  • Dimensionamento inverter non ottimale
  • Mismatching dei pannelli
  • Ombreggiamenti
  • Alte temperature locali inverter
  • Alti consumi impianti ausiliari

Intervenendo su questi errori è possibile modificare il posizionamento dei componenti e/o il collegamento al fine di aumentare la producibilità senza sostituire i componenti.

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La verifica e la manutenzione del proprio impianto fotovoltaico sono particolarmente importante, oltre che conveniente.

Poter contare su un impianto sempre messo a punto ed in ottime condizioni garantirà una resa sempre ottimale con un conseguente ricavo economico.

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